Negli ultimi trent’anni, abbiamo vissuto e tratto beneficio dal processo di digitalizzazione delle reti di telecomunicazione al punto che ormai si fatica a distinguere tra le velocità di download fisse e mobili. Mi ritengo fortunato di aver attraversato tutti questi cambiamenti, mi hanno insegnato molto e sono riuscito a fornire il mio contributo, seppur piccolo, al settore delle telecomunicazioni; e sono sicuro che siamo ancora nel bel mezzo di questi cambiamenti. Il rollout del 5G è ancora in corso e già si sta guardando al 6G e ‘l’Internet of Things’ sta diventando parte integrante delle nostre vite. La maggior parte dei dispositivi che utilizziamo quotidianamente sono ora dotati di connessione wireless. La velocità della rete in fibra continuerà a crescere in maniera esponenziale per supportare le crescenti richieste di intrattenimento domestico e personale di alta qualità, lavoro a distanza e vari settori dell’economia (settore pubblico, istruzione, sanità, etc..).

Nell’ultimo decennio, i modelli di business del settore mobile sono radicalmente cambiati. Inizialmente, gli operatori di rete mobile erano in competizione tra loro per ottenere più siti, mentre ora, grazie all’ascesa delle Tower Companies , stiamo assistendo ad uno spostamento verso il raggiungimento di efficienze operative, liberando capitale per nuovi investimenti, come il 5G, ed ottenendo una copertura più distribuita per soddisfare le esigenze sempre crescenti di aree rurali e località remote. Allo stesso modo, i requisiti incombenti per l’architettura Open RAN e la Network Function Virtualization hanno spinto i fornitori di servizi a ripensare le proprie strategie di investimento anche in ottica futura. 

Per quanto riguarda la rete fissa, abbiamo visto come i primi modelli di business delle reti in fibra ottica, basati principalmente sui bisogni di connettività aziendale, abbiano dovuto trasformarsi negli ultimi anni per soddisfare la crescente pressione dei governi nell’accelerazione della digitalizzazione economica, nel potenziamento della pubblica amministrazione, nel sostentamento della decentralizzazione per un ambiente più sostenibile ed infine nel supporto dell’ondata inaspettata di smart working/learning causata dalla pandemia di COVID-19.  Dal punto di vista del consumatore residenziale invece, il passaggio dalla TV satellitare ai servizi in streaming su internet come Netflix e DAZN ha accelerato notevolmente le implementazioni di progetti di costruzione più capillare (FTTH) di infrastrutture telecom su scala nazionale, che solo società specializzate, spesso aziende a partecipazione combinata degli stessi operatori di rete , possono permettersi di gestire. 

Per quanto riguarda la realtà del mercato italiano, il documento di “Strategia per la Banda Ultra Larga – Towards Gigabit Society” approvato di recente (25 maggio 2021) definisce tutte le azioni necessarie per raggiungere gli obiettivi di trasformazione digitale 2030 dichiarati dalla Commissione Europea nel 2016 e 2021. Nell’ambito del Piano Nazionale di Risanamento e Resilienza (PNRR), il governo italiano ha stanziato 6,7 miliardi di euro (che rappresentano il 27% delle risorse per la transizione digitale) per quei progetti infrastrutturali che riguarderanno:

  • Fornitura di servizi 1 Gigabit;
  • Implementazioni mirate di reti 5G;
  • Copertura aree rurali ed isole minori;
  • Connettività scuole e strutture sanitarie.

Sicuramente, un piano così ambizioso crea aspettative molto alte sui principali operatori di telecomunicazioni italiani che devono soddisfare una domanda di crescita senza precedenti in termini di larghezza di banda e copertura della rete.

Nel dominio della rete fissa, la sfida è estendere il servizio 1 Gigabit/s dall’attuale 23% delle connessioni residenziali (marzo 2021), che attualmente gode di velocità di download fino alla soglia del Gigabit, a tutto il territorio italiano entro la fine del 2026, anche prima delle scadenze UE del 2030. A sostegno di questo piano, il PNRR destina oltre il 50% dei 6,7 miliardi di euro: un’opportunità per costruire le future autostrade informatiche digitali in fibra ottica per lo sviluppo economico e culturale del paese. Un ulteriore aiuto per colmare il divario digitale tra aree urbane (redditizie) e rurali (non redditizie) arriverà dal dispiegamento della tecnologia Fixed Wireless Access che gli operatori mobili 5G utilizzeranno per coprire circa il 25% delle cosiddette Aree Bianche che non saranno raggiunte dalla fibra.

Sul fronte mobile, l’Italia parte da una posizione di leadership poiché è stato il primo Paese UE ad assegnare tutte e tre le bande di frequenza per lo sviluppo del 5G attraverso un’asta pubblica e che le ha permesso di posizionarsi tra i primi Paesi nel DESI (Digital Economy and Society Index) grazie anche al lancio dei servizi 5G in diverse città italiane già due anni fa. In questo contesto avanzato, l’iniziativa PNRR “Italia 5G” mira a completare le implementazioni della rete 5G in corso da parte degli operatori nazionali fornendo connettività lungo oltre 2.600 km di “corridoi europei”, realizzando reti di backhauling in fibra ottica su oltre 10.000 km di strade nazionali e garantendo la copertura nelle aree rurali.

Quindi, come abbiamo visto sopra, i progetti intensivi di costruzione della rete inclusi nel PNRR richiedono che tutte le parti interessate coinvolte debbano abbracciare la piena digitalizzazione dei propri processi e dati poiché dovranno gestire lo sviluppo di milioni di chilometri di fibra ed altrettanti milioni di risorse di rete per soddisfare le esigenze di mobilità dei propri clienti. Non solo, dovranno anche seguire accordi di cooperazione di interconnessione regolati da SLAs, KPIs, penali per ritardi e prestazioni, mantenendo allo stesso tempo il controllo sulla propria rete di fornitori e subappaltatori.

La maggior parte dei project manager, dirigenti e tecnici sul campo oggi si affida a una combinazione di fogli di calcolo e soluzioni locali per gestire l’intero ciclo di vita del progetto e delle risorse. Sebbene questi strumenti non siano mai stati una combinazione ideale, i volumi dei progetti erano abbastanza bassi da consentire ai manager di poter, per lo più, con tempo e pazienza, attenersi a traguardi temporali, rapporti sui progressi e tenere traccia delle risorse nel tempo. Tuttavia, la densificazione della rete e la massiccia crescita del numero di progetti e del corrispondente numero di risorse implementate hanno spinto i metodi tradizionali al punto di rottura.

Nel 2013, Sitetracker viene fondata con lo scopo di colmare la mancanza di soluzioni su misura disponibili per l’industria wireless. La strategia è stata quella di unire il meglio dei software moderni al tradizionale approccio IT focalizzandosi su solide capacità di orchestrazione dei flussi di lavoro, dashboard moderne, e robuste funzionalità di reporting, con l’obiettivo di ottenere un controllo informato sul business basato su dati reali ed accurati. Invece di essere costoso e difficile da implementare, Sitetracker si è concentrato su un modello SaaS dinamico e snello con moduli di progetto intelligenti che possono essere implementati in settimane, non mesi o anni.

Dopo aver trascorso più di trent’anni in Ericsson, ho deciso di entrare a far parte di una delle realtà tecnologiche con la più rapida crescita nel settore delle telecomunicazioni, come VP Telecom, EMEA. Avendo seguito da vicino il contributo che Sitetracker sta fornendo al settore delle telecomunicazioni, sono entusiasta di poter far parte di questa azienda e di poter continuare a supportare l’implementazione di infrastrutture telecom in modo più rapido ed efficiente. Sitetracker viene utilizzato quotidianamente da decine di migliaia di project manager, dirigenti e tecnici sul campo. Oltre 1.000.000 di siti e progetti di rete sono gestiti su Sitetracker dalle aziende più all’avanguardia nel campo delle telecomunicazioni.Se vuoi saperne di più su Sitetracker non esitare a metterti in contatto con me direttamente o visita il nostro sito https://sitetracker.com/?lang=it


Sull’autore

Amerigo Garofano, ha trascorso più di 30 anni nel settore delle telecomunicazioni internazionali, sperimentando e contribuendo alla trasformazione ed alla digitalizzazione delle reti fisse e mobili. Ha iniziato la sua carriera a metà degli anni ’80 nella divisione di sviluppo software Ericsson, partecipando alla digitalizzazione dei sistemi di telefonia di rete fissa, lavorando nell’Istituto europeo per la normativa nelle telecomunicazioni (ETSI) e adottando sistemi di segnalazione degli abbonati digitali per vari mercati (Australia, Svezia, Francia, Germania, Italia). Con l’ascesa della telefonia mobile negli anni ’90, è passato a ruoli più tecnico-commerciali guidando, per più di due decenni, diversi team di vendita regionali e conquistando quote di mercato leader per Ericsson nel sud-est Europa e in Francia con soluzioni innovative sia nel settore delle reti mobili che in quello delle implementazioni di reti in fibra ottica. Durante il suo ultimo periodo in Ericsson, ha ricoperto un ruolo di vendita globale e sviluppo aziendale mirando alla trasformazione e all’introduzione di capacità di Artificial Intelligence e Machine Learning  nel portfolio dei Servizi di rete ed alla sua promozione e diffusione a livello globale.

Amerigo è recentemente entrato a far parte di Sitetracker, una delle aziende tecnologiche in più rapida crescita nel settore delle telecomunicazioni, come VP Telecom per EMEA, dove si occuperà di portare avanti le ambizioni di crescita aziendale focalizzata su un’adozione su larga scala del mercato telecom. La piattaforma Sitetracker, oggi uno standard globale per la gestione di progetti di grande volume consente, agli innovatori orientati alla crescita, di ottimizzare l’intero ciclo di vita degli asset. Dalla messa in campo alle sale dei CdA, Sitetracker consente la gestione delle risorse per i principali fornitori di servizi di telecomunicazione, Tower Companies, fornitori di infrastrutture di rete e società di fornitura di servizi locali ai vari stakeholder di perfezionare il modo in cui pianificano, implementano, mantengono e fanno crescere le loro infrastrutture.